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Chagall, l'empatia e i concetti fascisti di arte e famiglia.

"Nel primo libro scritto su Marc Chagall nel 1918, si trova una considerazione particolarmente significativa: “Si può capire Chagall solo attraverso l’empatia”. Non stupisce che nel tentativo fascista di ridurre la famiglia ad una fucina di militanti sottomessi, i sentimenti e le loro rappresentazioni artistiche non fossero non solo compresi ma neppure tollerati". (dal libro “VOLEREMO VIA. Con Marc Chagall trabellezza, amore, odio e indifferenza”).  "[...] La prospettiva nazista e il concetto totalitario dell’arte quale “potente arma di lotta” e mezzo per “educare le masse nello spirito”, fu rilanciata dal fascismo in Italia e si diffuse parallelamente al progressivo affermarsi della violenza razzista, che esplose in tutta la sua virulenza nel 1938[1]. In quell’anno “nonostante l'ideologia del razzismo italiano fosse ancora in costruzione, il regime già la esibiva da una vetrina sfavillante: quella di un nuovo quindicinale, ‘La difesa della razza’”[2].Il periodico fu…

Asti e le sue barriere (aspettando il PEBA?)

Incontrare Chagall nelle pagine di Domenico Massano (di Angelo Mistrangelo).

“Voleremo Via" ... con Marc Chagall. Una presentazione.

Riflessioni da una comunità psichiatrica ai tempi del coronavirus.

Persone e Diritti: per una società inclusiva.

"In cerca di Pace", dal carcere alla Festa dei popoli.

Luglio 2019. Il mare oltre le sbarre.

La “ferocia degli sgomberi” negli sguardi dei bambini. Oggi a Roma come ieri ad Asti.

Notti solidali per la Sea Watch 3 e Carola Rackete.

Asti Pride, discorsi d’odio e responsabilità politiche.