I CPR – Centri di Permanenza per il Rimpatrio sono strutture di detenzione amministrativa, destinate cioè a persone che non hanno commesso un reato penale, in cui sono rinchiusi cittadini stranieri sprovvisti di documenti di soggiorno validi, in attesa che venga eseguito un provvedimento di espulsione. I CPR sono veri e propri “buchi neri” del diritto (oltre ai numerosi rapporti e campagne che lo denunciano, si veda la sentenza n.96/2025 della Corte Costituzionale), dove le condizioni di vita delle persone trattenute sono ai limiti della disumanità. Tuttavia i CPR sono fonte di grande profitto per le società private che li gestiscono. Recentemente è stata data la notizia dell’aumento della capienza del CPR di Torino da 70 a 180 posti, che ha suscitato molte reazioni indignate che, però, non hanno toccato, se non marginalmente chi la gestisce, un tassello centrale ed interessato di questo ampliamento di cui seguirà anche i lavori, ossia una...
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