Un calendario dalla Casa di Reclusione A. S. di Asti.

Un calendario segna lo scorrere del tempo, un tempo che spesso, dentro le mura del carcere, sembra perdere i suoi connotati originari, rallentando oltremisura sino quasi a fermarsi. Eppure in ogni cella c’è sempre un calendario su cui segnare i giorni importanti, con scadenze ed appuntamenti, in particolare con i familiari, che restituiscono un po’ di speranza ed aiutano a far scorrere le giornate con una prospettiva che assume un’importanza cruciale. Perché, quindi, non realizzarne uno all’interno del carcere?

Quando nella redazione della Gazzetta Dentro, il giornale della Casa di Reclusione di Asti, un detenuto della redazione (M. C.) propose l’idea di realizzare un calendario fummo tutti d’accordo ed iniziammo a lavorare al progetto sia all’interno che all’esterno dell’istituto, trovando disponibilità al coinvolgimento da parte di un’eterogenea rete di persone e realtà. Il calendario avrebbe avuto una duplice funzione, da una parte sarebbe stato distribuito alle persone detenute, accompagnandole nello scorrere delle giornate e dei mesi con le sue pagine attraversate da piccole note ed appunti in corrispondenza delle date attese. Dall’altra avrebbe avuto la funzione di far conoscere e di sensibilizzare la società civile sul tema del carcere e delle finalità costituzionali della pena (art. 27), realizzando un’iniziativa all’interno della quale raccontare gli spazi, le varie attività ed i progetti che si svolgono nella Casa di Reclusione astigiana. L’idea fu subito accolta e fatta propria sia dall’area trattamentale e dalla Direzione dell’Istituto, sia dalle diverse associazioni che costituiscono il Gruppo di lavoro sulle tematiche carcerarie astigiano (Tavolo carcere-Città)*, dando il via ad un percorso di condivisione che ben si inseriva ed era coerente con le finalità del progetto “Liberi Legami”, grazie al quale, attraverso la disponibilità del CSVAA, è stato possibile procedere alla sua progettazione. Altro contributo iniziale fondamentale è stato quello del settimanale diocesano “Gazzetta d’Asti” che si è reso disponibile a distribuirlo come allegato, permettendo di raggiungere un numero elevato di persone. Il lavoro di realizzazione del calendario è stato particolarmente lungo, soprattutto per i permessi e le autorizzazioni necessarie che han richiesto diversi mesi. Le immagini sono state realizzate da alcuni detenuti (O. P. e P. M.) accompagnati da un professionista, la successiva scelta è stata fatta insieme curando anche le didascalie che poi, giacchè non autorizzate dal DAP, si è scelto di sostituire con gli articoli della L. 354/1975. Nonostante le diverse vicissitudini, la determinazione di tutti ed il lavoro condiviso hanno portato alla distribuzione e presentazione ufficiale del Calendario nel mese di febbraio, non appena arrivata l’ultima e tanto attesa autorizzazione del DAP. È stato, inoltre, consegnato in apertura di un Consiglio Comunale a Sindaco, Consiglieri ed Assessori.

I tanti riscontri positivi, sia all’interno dell’Istituto, sia all’esterno, hanno confermato l’importanza dell’obiettivo raggiunto grazie sia alla disponibilità dell’area trattamentale e della Direzione dell’istituto, sia, in particolare, al lavoro delle diverse realtà che fanno parte del Tavolo Carcere-Città, una rete che anche in questa occasione si è contraddistinta per il suo valore aggregatore e per esser stata occasione di condivisione di fatiche, di promozione di iniziative e di ricerca comune di soluzioni a criticità, nella consapevolezza dell’importanza della collaborazione della comunità esterna per contribuire a far sì che, coerentemente con il dettato costituzionale, il tempo della detenzione abbia sempre un significato ed una tensione rieducativa.

Questo calendario, quindi, è stato un lavoro particolarmente importante perché, seppur sommessamente, cerca di essere un’esperienza di condivisione, un significativo, per quanto limitato e fragile, spazio di dialogo oltre le sbarre. Un piccolo spiraglio da cui provare a guardare in modo diverso non solo alla realtà carceraria ma alla società di cui tutti siamo parte, per contribuire a dar concretezza al dettato costituzionale, continuando a tessere tenui fili comunicativi tra persone e realtà differenti e, spesso, lontane ma appartenenti a un’unica comunità di vita.

Domenico Massano, Garante dei diritti delle persone private della libertà personale di Asti.

*Il Gruppo di lavoro sulle tematiche carcerarie (Tavolo Carcere-Città) era coordinato dal Garante Comunale e vedeva la partecipazione di: CSVAA, Ass. Volontari penitenziari Effatà OdV, Cooperativa La Strada, Consorzio COALA, Agar Teatro, CPIA 1 Asti, Istituto Penna, Fondazione casa di carità arti e mestieri, ACLI, Pastorale sociale e del lavoro, Fuoriluogo, Biblioteca astense Giorgio Faletti, 

Alcuni articoli sulla presentazione del calendario: La voce di Asti, La nuova provincia






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