Presentazione del “Rapporto sullo stato dei diritti in Italia” e approfondimento del capitolo “Persona e Disabilità”
Come ci mostra la situazione politica e sociale che stiamo vivendo, i diritti e le libertà non sono acquisiti per sempre e per alcune persone non è stato mai possibile acquisirli, o mai fino in fondo. Non possono essere dati per scontati e anzi sono sotto attacco costante ogni giorno.
Anche quest’anno l’aggiornamento del Rapporto sullo stato dei diritti, consultabile sul sito www.rapportodiritti.it, ideato e curato da oltre dieci anni da A Buon Diritto con il sostegno dell’Otto per Mille Valdese, restituisce un quadro approfondito della situazione in cui si trova il nostro paese a livello di tutele e garanzie, di discriminazioni e diseguaglianze. Ma anche di proposte alternative che esistono e che rivendichiamo collettivamente.
Il Rapporto monitora i principali diritti nel nostro paese e gli ostacoli che ne impediscono la piena realizzazione: dalla libertà di espressione e di informazione al diritto d’asilo alla libertà di movimento, dall’autodeterminazione femminile alla salute alla libertà terapeutica, dal diritto all’abitare alla salute mentale ai diritti delle persone rom e sinti ai diritti delle persone LGBTQIA+ e dei minori, dal carcere alla salute mentale, ma anche ambiente, lavoro, disabilità.
È un lavoro corale, portato avanti da 17 ricercatrici e ricercatori che è stato presentato mercoledì 28 gennaio presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati. La conferenza stampa (che è integralmente registrata sul sito web della camera: https://webtv.camera.it/evento/30213), è stata moderata dalla curatrice del Rapporto Camilla Silotti, ed ha visto gli interventi introduttivi di Luigi Manconi, Presidente di A Buon Diritto Onlus, Alessandra Trotta, Moderatora della Tavola e il parlamentare Nicola Fratoianni. A seguire sono intervenuti alcune autrici e autori del Rapporto che hanno presentato i rispettivi capitoli: Michela Pugliese per autodeterminazione femminile, Federica Resta su privazione della libertà e prigionieri, Enrico Puccini su diritto all’abitare, Chiara Pineschi per minori e Domenico Massano su persona e disabilità.
L’aggiornamento annuale del Capitolo Persona e Disabilità, curato da Domenico Massano, si sofferma sui seguenti aspetti: riforma della disabilità; istituzionalizzazione; deistituzionalizzazione e vita indipendente; abilismo e violenza contro le donne; accessibilità e mobilità; diritti a ostacoli. Queste sono le conclusioni del capitolo (che è integralmente consultabile a questo link: https://www.rapportodiritti.it/persona-e-disabilita#):
È evidente come le persone con disabilità continuino “a incontrare ostacoli nella loro partecipazione come membri eguali della società” (CRPD). Ostacoli che il permanere di stereotipi, pregiudizi e barriere culturali amplificano e rendono più ardui da superare. Da una parte è quindi necessario dare piena ed effettiva attuazione ad un quadro normativo ampio e dettagliato, senza indebolirlo ma cercando di migliorarlo, integrarlo e garantirlo, anche promuovendo gli accomodamenti necessari al rispetto ed alla tutela della dignità di ogni persona. Dall’altra è parimenti importante e urgente l’avvio di “una lotta culturale, una pratica educativa, una tensione morale”, per la realizzazione di una società in cui sia riconosciuto il valore del contributo di ciascunə e in cui siano garantiti la il pieno godimento dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tuttə”.
Di seguito il testo dell’intervento di presentazione di Domenico Massano del capitolo “Persona e Disabilità” in Parlamento:
“Il Forum Europeo sulla Disabilità ha recentemente denunciato come le donne con disabilità continuino a rimanere “esposte in modo sproporzionato a violenza, discriminazione ed esclusione, ed abbiano da due a cinque volte più probabilità di subire violenza rispetto alle altre donne (in Italia circa il 37% di loro ha subito violenza). Una situazione grave analizzata in una pubblicazione ministeriale dell’osservatorio per la sicurezza contro gli atti discriminatori che richiama come le vittime subiscano una discriminazione intersezionale che non solo le rende più esposte a ulteriori e particolari forme di violenza, ma ne limita anche la capacità e possibilità di chiedere aiuto e di essere credute[1], In tal senso si richiama la necessità di garantire ed implementare l’accessibilità del sistema di giustizia.
Accessibilità che, nonostante sia tra i principi fondamentali della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (che è la legge 18/09), purtroppo, però, pare essere ancora lontana dal diventare “principio chiave per sostenere la garanzia dei diritti e la piena partecipazione”. Soffermandosi anche solo sull’accessibilità all’ambiente fisico, ci sono evidenti ritardi e inadempienze, basti pensare che la normativa sui Piani per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (art. 32 l. 41/86), è disattesa da 40 anni sula maggior parte del territorio nazionale. Le conseguenze di tale grave ritardo sono ben rappresentate dalla situazione delle scuole, di cui solo il 41% risulta accessibile per gli alunni con disabilità motoria e meno del 17%, sono accessibili per gli alunni con disabilità sensoriali (sulla scuola sono da segnalare, inoltre, una forte discontinuità nel sostegno, e il fatto che almeno 20.000 studenti con disabilità non hanno riconosciuto il diritto all’assistenza).
La mancata accessibilità, non solo all’ambiente fisico ma anche, sovente ai mezzi di trasporto, diventa un ostacolo per la partecipazione alla vita sociale e culturale, possibile per solo l’8% delle persone con disabilità, e il 20,8% non è in condizione di uscire di casa quando vuole o ne ha necessità[2].
Anche sull’ambito della partecipazione al mercato del lavoro bisogna sottolineare un “rilevante svantaggio” per le persone con disabilità, visto che “è occupato solo il 31,3%, circa la metà del resto della popolazione(2).
Sul tema lavoro si deve prestare attenzione anche alle famiglie che, spesso, svolgono un ruolo fondamentale nella cura e nel contrasto al rischio di esclusione sociale. Il contributo dei familiari, in particolare delle donne, spesso si traduce in un impegno gravoso con ricadute sullo stato di salute e sulla partecipazione sociale e lavorativa[3]. Una situazione preoccupante, che ha portato nel 2022 il Comitato ONU a denunciare l’Italia perché non è assicurato un quadro giuridico adeguato di tutela per i caregiver familiari[4].
Altro capitolo critico è quello dell’istituzionalizzazione, che riguarda circa 51.000 persone con disabilità di età inferiore a 65 anni (il 6% minori) inserite in strutture residenziali di cui solo il 9% sono di tipo familiare e di piccole dimensioni, mentre le restanti sono di tipo comunitario (il 23% con più di 45 posti letto)[5].
Già nel 2016[6] il Comitato ONU aveva rilevato diverse criticità nel recepimento dell’art. 19 (vita indipendente ed inclusione nella società) della Convenzione sui Diritti delle persone con disabilità, esprimendo preoccupazione per la tendenza a “re-istituzionalizzare le persone con disabilità e per la mancata riassegnazione di risorse economiche dagli istituti residenziali alla promozione e alla garanzia di accesso alla vita indipendente nelle comunità di appartenenza”.
In particolare sui temi della vita indipendente e della deistituzionalizzazione diverse speranze erano riposte nei Decreti attuativi della Legge delega 227/21, Riforma della Disabilità, in particolare nel Decreto legislativo 62/24, che, anche se purtroppo tralascia il riferimento alla deistituzionalizzazione presente nella Riforma, contiene diverse disposizioni importanti, tra cui l’aggiornamento della terminologia in materia di disabilità ed il diritto alla realizzazione del progetto di vita individuale personalizzato e partecipato. Purtroppo, però, bisogna rilevare che su quest’ultimo aspetto se già in partenza il Decreto prevedeva solo una fase sperimentale in alcune provincie per il 2025, e la sua attuazione su tutto il territorio nazionale dal gennaio 2026, con il cosiddetto “Decreto Milleproroghe 2025” ne è già stata rimandata l’attuazione al gennaio 2027.
Nonostante “la piena ed effettiva partecipazione e inclusione nella società” sia uno dei principi cardine della legge 18/09 ossia della Convenzione Onu, in generale la situazione delle persone con disabilità in Italia continua ad essere difficile, attraversata da criticità croniche e con diffusi fenomeni di abilismo, discriminazione e violenze, che si stanno diffondendo in maniera pervasiva sui social. Inoltre i diritti continuano spesso a restare sulla carta o ad essere riconosciuti solo a seguito di lunghi e dispendiosi percorsi giudiziari, come testimonia il Secondo rapporto dell’Osservatorio giuridico Human Hall, in cui si segnala che il tema della disabilità è stato preso in considerazione nel corso del 2024 da 1109 pronunce. Un numero così rilevante di decisioni, secondo gli autori, accredita l’idea che i diritti e la normativa dedicata alle persone con disabilità incontrino ancora oggi molteplici difficoltà sul piano sociale, culturale ed applicativo.
In ultimo una citazione di Roberto Tarditi, un amico scomparso 5 anni fa che con il compagno Piero De Filippi, dopo esser stato istituzionalizzato in giovane età aveva lottato per conquistare la sua Vita Indipendente:
“Durante la mia vita ho dovuto lottare per ottenere il diritto di diventare un uomo. La mia vita ha acquistato un senso, ma ora, quando penso al mio futuro, a volte mi sento stanco. Stanco di lottare. Ho paura di non farcela più. Ho paura che i diritti che abbiamo così duramente conquistato siano di nuovo messi in discussione e che si torni indietro. … Per questo non bisogna limitarsi a conquistare dei diritti, ma mobilitarsi perché diventino veramente esigibili. C’è bisogno della solidarietà degli altri, ma di una solidarietà che si concretizzi in lotte, richieste, rivendicazioni concrete per l’attuazione completa dei nostri diritti”.
Noi c’eravamo e continueremo ad esserci per questo impegno e questa lotta nel solco, in particolare, degli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione.
Domenico Massano
[1] Ministero dell’Interno, Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Il Punto- Il pregiudizio e la violenza contro le donne, 2023 e 2024, https://www.poliziadistato.it/statics/17/rapporto-violenza-sulle-donne.pdf
[2] ISTAT, Nota per l’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità, 06/12/2023
[3] ISTAT (2019), Conoscere il mondo della disabilità: persone, relazioni e istituzioni, https://www.istat.it/it/archivio/236301
[4] ISTAT (2022), Rapporto sulla situazione del paese
[5] ISTAT, Nota per l’Osservatorio sulla condizione delle persone con disabilità, 06/12/2023
[6] ONU (2016) Comitato sui diritti delle persone con disabilità, Osservazioni al primo Rapporto Ufficiale italiano sull’implementazione della Convenzione ONU
Il presente articolo è stato pubblicato anche su https://personeediritti.altervista.org/ ed è stato ripreso da alcune testate giornalistiche.

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